Coronavirus, firmato Protocollo sicurezza lavoratori sanità tra Ministero e sindacati

Firmato un Protocollo per la prevenzione e la sicurezza dei lavoratori della sanità per l’emergenza da Covid-19. Nel documento, concordato ieri (25 marzo 2020) tra le tre sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil e il ministro della Salute, Roberto Speranza, si chiede di “assicurare al personale sanitario la fornitura di dispositivi di protezione individuale (DPI) nella quantità adeguata e test per la diagnosi del Covid-19 in via prioritaria”.

Cosa stabilisce il nuovo protocollo

Il protocollo stabilisce anche di definire percorsi di sorveglianza omogenei su tutto il territorio nazionale a cui devono essere sottoposti i lavoratori, in particolare quelli venuti a contatto con pazienti Covid positivi. “Un’altra necessità da garantire – si legge nel documento pubblicato sul sito del Ministero della Salute - sono le operazioni di sanificazione nei luoghi di lavoro, senza compromettere la funzionalità delle strutture e utilizzando per le realtà private, in caso di sospensione delle attività, gli ammortizzatori sociali. Le parti si impegnano affinché “vengano rivisti gli aspetti normativi che possano garantire la proroga dei contratti e la stabilizzazione del personale sanitario e tecnico impegnato nell'Emergenza-Urgenza nonché l'assunzione di nuovo personale a tempo indeterminato, attraverso un piano di assunzioni straordinario e la proroga degli attuali contratti a tempo determinato in scadenza”.

Viene istituito un Comitato Nazionale per segnalare le situazioni più critiche

Il documento prevede inoltre l’istituzione di un Comitato nazionale a cui partecipano le organizzazioni sindacali per il monitoraggio e la segnalazione delle situazioni più critiche.

Si allunga l'elenco dei medici che non ce l'hanno fatta a causa dell'epidemia di Covid-19, sono 36

Intanto, si allunga l'elenco dei medici che non ce l'hanno fatta a causa dell'epidemia di Covid-19: i deceduti erano 33 ma ieri in tarda serata, si apprende dalla Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo), è giunta notizia della scomparsa di altri tre camici bianchi, tutti di Bergamo. Aumenta anche il numero degli operatori sanitari contagiati: secondo gli ultimi dati dell' Istituto Superiore di Sanità, sono saliti a 6205, vale a dire più del 9% dei casi totali.

Anche il British Medical Journal parla di questa difficile situazione, riportando una lettera diffusa dal presidente Fnomceo Filippo Anelli sulle richieste immediate dei medici: “Sbloccare immediatamente le forniture di dispositivi di protezione individuale ed eseguire test a risposta rapida, seguiti da tamponi, in maniera sistematica a tutti gli operatori sanitari nel pubblico e nel privato che mostrano sintomi di infezione da Covid-19 anche lieve e in assenza di febbre o che sono stati in contatto con casi sospetti o confermati”.

Il dramma degli operatori contagiati

“L’Italia sta vivendo una situazione drammatica a causa della diffusione dell’infezione da Covid-19 e i professionisti sanitari stanno pagando un tributo molto alto: secondo i dati diffusi il 23 Marzo dall’Istituto superiore di sanità (ISS), in Italia dall’inizio dell’epidemia sono 5211 (per lo più cinquantenni) gli operatori sanitari che hanno contratto un’infezione da coronavirus – quasi il 10% delle persone contagiate – e 36 i medici deceduti, primo in ordine di tempo l’indimenticato amico responsabile della formazione continua in FNOMCeO e presidente provinciale oltre che medico di medicina generale a Varese Dr. Roberto Stella. Così il Presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri Dr. Filippo Anelli. “Sono dati peggiori di quelli registrati in Cina che si è fermata a 3300 sanitari contagiati e 23 decessi”.

“È lecito supporre questi eventi sarebbero stati in larga parte evitabili se gli operatori sanitari fossero stati correttamente informati e dotati di sufficienti dispositivi di protezione individuale adeguati: mascherine, guanti, camici monouso, visiere di protezione, che invece continuano a scarseggiare o ad essere centellinati in maniera inaccettabile nel bel mezzo di un’epidemia a cui pure l’Italia si era dichiarata pronta solo a fine due mesi fa”. Un recente articolo sul New England Medical Journal (a firma di Rosenbaum e colleghi) ha dimostrato che, oltre ai rischi personali che gli operatori sanitari si trovano ad affrontare, gli ospedali e il personale medico possono diventare un possibile veicolo di diffusione per l’infezione. L’articolo ha anche affrontato il problema dell’enorme percentuale di soggetti infettati che rimangono asintomatici e del loro ruolo nella diffusione dell’epidemia. Allo stesso tempo, come sottolineato dal direttore generale dell’OMS Tedros Ghebreyesus, è stato accertato che in Cina circa il 41% dei casi di Covid-19 confermati a Wuhan è il risultato di una trasmissione correlata all’ospedale.

Inadeguato il modello ospedaliero e l’assenza di percorsi Covid dedicati

“È da queste considerazioni che siamo partiti per lanciare il nostro appello e le nostre richieste dalle pagine del British Medical Journal affinché possano farne esperienza e trarne le dovute indicazioni anche tutti i colleghi delle diverse parti del mondo dove ancora ci sono margini di tempo per prepararsi”, spiega il Presidente FNOMCeO Anelli. “In particolare abbiamo voluto sottolineare l’inadeguatezza del modello ospedalo-centrico per far fronte ad epidemie di questa portata, com’è diventato evidente dopo la chiusura di interi ospedali in Italia per la diffusione dell’infezione tra medici, infermieri e pazienti. Errore fatale è stato e in taluni casi rischia di continuare ad essere l’assenza di percorsi dedicati esclusivamente al Coronavirus quanto ad accesso, diagnostica, posti letto e operatori sanitari. Inoltre, va chiarito che nessuna epidemia si controlla con gli ospedali, come si è forse erroneamente immaginato: è sul territorio che va espletata l’identificazione dei casi con test affidabili ma anche con rapidi kit di screening e la sorveglianza con la tracciabilità dei contatti, il monitoraggio e l’isolamento".

 

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