Formazione medica post laurea, Epifani (SMI): serve riforma strutturale

All’indomani dell’approvazione del Decreto Calabria, la Responsabile nazionale Formazione e Prospettive del Sindacato Medici Italiani delinea le proposte dell’organizzazione in tema di formazione medica post laurea

“Il Decreto Calabria approvato al Senato è importante per la sanità italiana e per la formazione medica post laurea”. Così il Responsabile Nazionale SMI Formazione e Prospettive, Delia Epifani.

“All’interno del decreto – spiega la rappresentante sindacale – è previsto l’accesso con graduatoria riservata ai medici che, risultati idonei al concorso per l’ammissione al Corso Specifico di Formazione in Medicina Generale (CFSMG), non siano stati vincitori di borsa. Requisito essenziale per accedere alla graduatoria riservata, inoltre, è anche l’aver prestato servizio nell’ambito delle funzioni convenzionali previste da ACN per almeno 24 mesi, anche non continuativi”.

“Se è vero, però, che tale provvedimento garantisce l’erogazione di un LEA come l’assistenza primaria e al contempo permette a migliaia di medici che da anni lavorano all’interno del SSN senza alcuna tutela di avere una prospettiva di futuro, è vero anche che il Decreto appare paradossalmente svantaggioso per chi frequenta o ha frequentato il corso dopo aver vinto regolarmente un concorso”.

“Il Decreto – sottolinea Epifani –  porterà alla creazione di due gruppi di medici in formazione: medici vincitori di concorso e di borsa e medici idonei non vincitori di borsa”.

“La borsa non porta con sé solo circa 900 € al mese, ma costringe i medici che la vincono a sottostare ad una serie di incompatibilità che ne proibiscono l’attività libero professionale. E’ evidente, invece, che chi non è vincitore di borsa non ha alcuna limitazione a potenziali introiti. In questo contesto, quindi, la libera concorrenza e la meritocrazia appaiono completamente ignorate”.

“Si prevede come requisito essenziale di accesso alla graduatoria riservata dei titoli di servizio pari a 24 mesi, che, al momento dell’inserimento nella Graduatoria Regionale per la Medicina Generale, saranno conteggiati in termini di punteggio come da ACN. Quindi, a parità di Diploma Specifico di Formazione, i medici che avranno avuto accesso al corso per aver ottenuto un punteggio più alto alla graduatoria di merito saranno inevitabilmente superati da chi, pur avendo avuto l’onere di sostenere il SSN in un contesto di crisi, ha comunque ottenuto ad un concorso un punteggio inferiore. Anche in questo contesto, la meritocrazia appare completamente ignorata, perché, semplicemente, non valutata”.

“Si quantifica, inoltre un budget a disposizione per l’organizzazione del percorso formativo per i medici in sovrannumero, ma non è ancora chiaro quali siano le reali esigenze delle singole Regioni e, in particolare, quanti medici per Regione siano necessari”.

“Per il Corso Specifico di Formazione in Medicina Generale – aggiunge ancora l’esponente dello SMI – non si parla ancora di valutazione della qualità del Corso e delle competenze che i medici in formazione devono raggiungere. Ma qualcosa si muove nel Paese;  come la notizia recente circa  la stesura, fortemente voluta e coordinata dal Movimento Giotto, della bozza del primo Core Curriculum italiano della Medicina Generale. Il Core Curriculum, risulterebbe un valido strumento per uniformare gli standard formativi minimi su tutto il territorio e tendere ad una più ampia visione del ruolo stesso di Medico di Medicina Generale, anche in un’ottica di omologazione agli standard europei”.

“Il Sindacato Medici Italiani – continua Epifani – nel rispetto e nella tutela dei medici iscritti al CFSMG e dei medici nel limbo formativo, secondo i principi della meritocrazia e nelle more dell’istituzione della Scuola di Specializzazione in Medicina Generale, propone l’eliminazione di ogni incompatibilità tra il CFSMG e l’attività lavorativa libero-professionale per tutti i medici iscritti al corso, prescindendo dalla borsa di studio, ove l’attività libero-professionale sia compatibile con gli orari di svolgimento del corso anche prevedendo programmi formativi part-time”.

E ancora, “l’esclusione di 24 mesi di titoli di servizio ai fini del calcolo del punteggio per l’inserimento in Graduatoria Regionale per la Medicina Generale esclusivamente per i medici che avranno intrapreso il percorso formativo in Medicina Generale tramite la graduatoria dedicata prevista dal Decreto Calabria”.

Infine, il sindacato ritiene necessaria “la rilevazione dell’effettivo stato di carenza da parte delle Regioni, al fine di una puntuale programmazione e un preciso calcolo del numero di medici che potranno accedere al CFSMG” e “l’introduzione della verifica delle competenze acquisite durante il Corso, tramite l’adozione del Core Curriculum della Medicina Generale”. Questa – conclude Epifani – è “la riforma strutturale per la formazione dei giovani medici del nostro Paese”.

 

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