“Non più soluzioni tappabuchi, è ora di riformare in maniera seria la formazione medica!”

𝐀𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐫𝐞𝐭𝐞 𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐭𝐢𝐯𝐚, q𝐮𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚' 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, n𝐮𝐦𝐞𝐫𝐨 𝐝𝐢 b𝐨𝐫𝐬𝐞 uguale al n𝐮𝐦𝐞𝐫𝐨 𝐝𝐢 𝐜𝐚𝐧𝐝𝐢𝐝𝐚𝐭𝐢, b𝐚𝐬𝐭𝐚 𝐢𝐦𝐛𝐮𝐭𝐨 𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐭𝐢𝐯𝐨. Sono le richieste del Segretariato Italiano Giovani Medici in merito alle specializzazioni mediche rivolte al Governo. Hanno indirizzato le loro esigenze con un appello rivolto al Premier Conte e al Presidente della Repubblica Mattarella.

Al presidente della Repubblica Mattarella: “Non più soluzioni tappabuchi, è ora di riformare in maniera seria e completa la programmazione e la formazione medica”

“Non più soluzioni tappabuchi, è ora di riformare in maniera seria e completa la programmazione e la formazione medica” chiedono a gran voce. “Chiediamo da tanto, forse troppo tempo l’aumento dei contratti di formazione specialistica e di formazione in Medicina Generale, e tra promesse e mancanza di risposte non possiamo più andare avanti, consapevoli che tale comportamento mina il nostro Sistema Sanitario e il futuro di tanti Giovani Medici.

“L’articolo 32 della nostra Costituzione recita: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività…” Parole bellissime che mai come adesso risuonano minacciose nei confronti di ciò che il futuro ha in serbo per il Sistema Sanitario Nazionale, e di conseguenza tutti i Cittadini. Questo drammatico periodo che ha richiamato al fronte medici di ogni età, esperienza e formazione, ha squarciato il velo di Maya: ogni giorno dobbiamo sopperire a tutte le carenze del nostro Sistema Sanitario, carenze create da un’errata programmazione degli Specialisti e dei Medici di Medicina Generale, oltre che un’inadeguata gestione strutturale. Se è vero che gli sforzi principali devono essere alla gestione del presente, non si può assolutamente prescindere dalla lungimirante organizzazione del futuro. Un futuro che, al netto della situazione attuale, prevede l’inevitabile collasso del Sistema Sanitario Nazionale”.

 

L’imbuto formativo e i numeri che riguardano le specializzazioni mediche

“Ogni anno fino a 10000 colleghi vengono tagliati fuori dalla possibilità di intraprendere un percorso formativo di Specializzazione. Per tanto tempo questo è sembrato adeguato, ma la calamità che ci ha colpiti – spiegano ancora i Giovani Medici - ha reso palese a tutti come non sia così, e non lo sia mai stato. Lei – rivolgendosi al Presidente della Repubblica - ha affermato che non si dimenticherà della classe medica, degli sforzi che oggi sta facendo. Se vuole alleviare questi sforzi, almeno nel futuro, allora Ci ascolti. Abbiamo scritto al Ministero dell’Economia e delle Finanze, al Ministero della Salute, al Ministero dell’Università e della Ricerca. Si stima che saranno circa 22500 i candidati che parteciperanno al prossimo concorso per le Scuole di Specializzazione, con sole 8300 borse, o poco più, stanziate ad oggi. Chiediamo da tanto, forse troppo tempo l’aumento dei contratti di Formazione Specialistica e di Formazione in Medicina Generale, e tra promesse e mancanza di risposte non possiamo più andare avanti, consapevoli che tale comportamento mina il nostro Sistema Sanitario e il futuro di tanti Giovani Medici. Se vogliamo evitare che questo succeda ancora, se vogliamo che ai Cittadini siano garantiti i loro fondamentali diritti per la tutela della Salute, si necessita di un’adeguata programmazione dei contratti di formazione, perché le mancanze di oggi, che saranno aggravate dal pensionamento di molti medici, non si ripresentino domani”.

 

Al premier Conte: “Perché il Governo se ne è accorto solo ora delle gravi carenze del nostro Sistema Sanitario?”

“Ora più che mai – si legge nella nota inviata al premier Conte -, l'esigenza di medici specialisti testimonia la totale inadeguatezza della programmazione fatta finora e la mancanza nel Decreto Cura Italia delle borse aggiuntive millantate dimostra l'assenza di interesse da parte di questo e dei precedenti Governi nell’investire, realmente, nella formazione specialistica e nella salute dei nostri concittadini. Siamo il Segretariato Italiano Giovani Medici. Ma non siamo solo una sigla, non ci facciamo forza solo di un logo. Noi siamo medici, alcuni più giovani di altri, ma medici. Alcuni di noi sono impegnati nella gestione dell’emergenza sanitaria in prima linea, alcuni più stanchi di altri, ma sempre stanchi. La nostra stanchezza non deriva solo dall’oneroso lavoro che, affiancati da tutto il personale sanitario, siamo chiamati a fare. Oggi questa prova è solo una delle tante, più difficile di altre sicuramente, ma solo una delle tante che ogni giorno siamo chiamati a sostenere. Ogni giorno Ci scontriamo con carenze strutturali, ogni giorno siamo oberati dal lavoro, ogni giorno siamo in prima linea, ma solo in questa occasione Vi ricordate di Noi. Ogni giorno, mai come ora, dobbiamo sopperire a tutte le carenze del nostro Sistema Sanitario, carenze create da un’errata programmazione degli specialisti e dei medici di medicina generale, oltre che un’inadeguata gestione strutturale. Ma allora perché il Governo se ne è accorto solo ora? Perché se ad ogni nostro collega è sempre stato chiesto di fare il lavoro di 10 persone, oggi gli viene chiesto di fare il lavoro di 30 persone. Per sopperire a ciò siamo costretti a ricorrere, ben prima dell’emergenza, alla richiamata di medici in pensione, all’arruolamento di medici in formazione, al depredare le forze del personale sanitario.

Se vogliamo evitare che questo succeda ancora, se vogliamo che ai Cittadini siano garantiti i loro fondamentali diritti per la tutela della Salute, si necessita di un’adeguata programmazione dei contratti di formazione, perché le mancanze di oggi, che saranno aggravate dal pensionamento di molti medici, non si ripresentino domani. Ogni anno fino a 10000 colleghi vengono tagliati fuori dalla possibilità di intraprendere un percorso formativo di specializzazione. Per tanto tempo questo è sembrato adeguato, ma ora non basta più, anche se come spiegato mai è bastato. Lei ha affermato che non si dimenticherà della classe medica, degli sforzi che oggi sta facendo. Se vuole alleviare questi sforzi, almeno nel futuro, allora Ci ascolti”.

Fonte: Segretariato Italiano Giovani Medici

 

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